Youtube è accusata di violazione del copyright. E non è un gruppo qualsiasi a fargli causa (per 500 milioni di euro di danni!), no!
A contestare la violazione al famoso sito di proprietà di Google e niente meno che?Mediaset!
Nel dettaglio, YouTube è stata citata "per illecita diffusione e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del gruppo" (4.643 filmati pari a oltre 325 ore di materiale emesso senza possedere i diritti).
Mediaset, di proprietà della famiglia del Premier Silvio Berlusconi,
prova la via giudiziaria per fermare la piattaforma di video condivisione, più vista al mondo. Il gruppo calcola di avere perso, nel complesso, 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori. Alla stima del risarcimento, conclude la nota, andranno poi aggiunte le perdite subite per la mancata vendita degli spazi pubblicitari.
Anche l?americana Viacom ha citato in giudizio Youtube
e lì, il Giudice Louis Stanton della corte distrettuale Sud di New York ha ordinato a Google di consegnare il database con i nomi dei visitatori di YouTube,
per sapere quali video guardassero e gli indirizzi Ip: video guardati, video uplodati, video rimossi e video ancora online, insomma, tutta la storia di Youtube
e soprattutto dei suoi utenti, diventa una prova in tribunale. Ad accusare di pirateria la piattaforma di video condivisione, sono in tanti.
La Tv commerciale francese, Tf1, la Nbc e la serie A di calcio inglese che ha avviato un contenzioso legale contro il portale, reo di ospitare migliaia di filmati con spezzoni di partite del calcio inglese.
In media ogni due minuti viene bandito un video da YouTube: YouTomb, un progetto del Mit, censisce gli esclusi o gli scarti di YouTube.
Ma tornando all?Italia, quello che quantomeno stupisce è che a presentare tale denuncia di violazione dei diritti sia proprio una società come Mediaset, che possiede una rete (Rete 4, appunto) che una sentenza della corte europea del 31/01/2008 proclama non rispettosa del principio della libera prestazione dei servizi e non attinente ai criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati in merito all?assegnazione delle frequenze contese (ed assegnate) ad Europa 7.
Vi terremo aggiornati sugli sviluppi della controversia. |
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