E? triste ma è così, esistono due 'Italie' e non è più solo una questione verticale (nord/sud) o economica (produttiva e non produttiva). Riguarda piuttosto la dimensione trasversale del nostro Paese.
E, ovviamente, economia e localizzazione geografica fanno il resto. Una parte della popolazione fa acquisti, paga le bollette, fa nuove amicizie e si informa, ma soprattutto trova nuove opportunità di lavoro e di crescita personale.
L'altra è tagliata fuori dalle strategie comunicative e moderne del pianeta poiché non dispone ancora della banda larga. La diffusione della banda larga è ormai considerata un fattore di crescita economica e occupazionale di un Paese soprattutto per quei centri abitati un po? isolati dal mondo quali i piccoli paesi di cui l?Italia è piena e per cui tanto si parla di 'patrimonio storico culturale' e di ritorno alla vita.
Queste piccole realtà sono destinate al degrado e la riduzione d'interesse da parte del resto del mondo, che si tengano pure il loro patrimonio di tradizioni, la disoccupazione, la riduzione del valore immobiliare, il degrado ambientale e l?impoverimento sociale faranno la loro parte.
Sempre più forze vitali fuggiranno alla ricerca di modernità o magari, più semplicemente, della possibilità di trovare un lavoro. Il fattore più sconvolgente della situazione italiana è però la presenza del problema anche in quelle aree limitrofe delle città super-accessoriate dove la connessione veloce non riesce ad arrivare.
In Italia, infatti, le famiglie che fruiscono di un servizio di connettività in banda larga sono 8,7 milioni (il 37% del totale nazionale), ma esistono oltre 14 milioni di famiglie che non ne usufruiscono e 11 milioni che nemmeno hanno un PC. Il problema è che, dati per certo gli strumenti utili per la comunicazione, attestata la loro 'necessità ed utilità' si dovrebbe poterne disporre soprattutto quando diventano un?esigenza.
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