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Benvenuto, oggi è: domenica 14 marzo 2010

Il tormentone Facebook

Sembra un ossessione (ed è proprio così!) ma ultimamente il social network Facebook fa continuamente notizia. Pare che ogni sera il tg non parli d’altro. Dalle censure di seni ingnudi che allattano (aureola in primo piano) ai gruppi in difesa della mafia a quelle per la violazione della privacy nella sanità italiana. Nessuno avrebbe mai detto o sospettato che il mondo è vittima della censura se non ce lo avesse fatto notare Facebook!

E la Mafia! Chi avrebbe mai scommesso che esistesse davvero o che avesse il consenso necessario alla sua crescita! Gli utenti in Italia superano oramai i 5 milioni di iscritti.

Scandali e magagne "all’italiana" pare oggi riescano a venire a galla solamente perché qualcuno ci crea un bel gruppone con migliaia di iscritti. E questo si che fa notizia. Sembra quasi che abbia ragione qualcuno a sostenere che la vera notizia e la vera informazione corrano solo sul filo del web.

Si scopre che c’è chi è fan e sostenitore del famigerato Totò Riina.

Come se, senza il gruppo su Facebook, la mafia italiana non avrebbe mai potuto avere tanti sostenitori (la sua proliferazione ed il consenso all’organizzazione, esplosi in maniera catastrofica negli anni ottanta e novanta, sono un’invenzione, una casualità dato che Facebook a quei tempi non aveva il seguito che ha oggi) e, soprattutto, il consenso alla mafia, è un fenomeno che parte esclusivamente dal consenso popolare, nulla hanno a che fare con il suo enorme potere la politica e l’economia (una volta averei anche aggiunto deviati).

Facebook apre gli occhi sulla realtà del mondo moderno! Ci fa scoprire cose che mai avremmo sospettato! Lo avremmo, a dire il vero sospettato e anche scoperto se i giornali e le televisioni facessero il loro mestiere: informare.

La rete diventa dunque un luogo ‘reale’ dove creare cultura attraverso l’informazione. Dove discutere le tematiche alle quali ormai nessuno è più affezionato.

La cosa evidente è, se vogliamo dirla tutta è che il ‘fatto’ (su Facebook si scopre che la mafia ha dei sostenitori!) e la sua analisi hanno cambiato indirizzo. Non più dal giornalaio o a mezzo telecomando. Basta un link, un account e l’informazione è fatta.
Il tormentone Facebook

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