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Benvenuto, oggi è: giovedì 2 settembre 2010

Il ddl Carlucci approda in Parlamento



Il ddl Carlucci approda in Parlamento
Dopo molte polemiche e discussioni (sul web naturalmente) la proposta della Carlucci di legge arriva alla IX Commissione Trasporti.

La sua proposta di legge era stata presentata sul blog della Onorevole ed era presentata come una proposta che mirava a ‘regolamentare Internet, la quale, prevedendo il divieto dell’anonimato in rete, contribuisse ad impedire che casi simili si ripetano in Italia’. Il reato al quale maggiormente la Carlucci dice di pensare è la pedofilia.

La proposta in realtà è stata scritta e redatta da tale Davide Rossi, facente capo ad Univideo.

L’Univideo è l’associazione Unione Italiana Editoria Audiovisiva, fondata nel 1984 per opera di otto aziende e che rappresenta oggi gli interessi di cinquanta imprese italiane (circa l'80% del mercato totale) che operano nel settore dell'home entertainment.

Dal novembre '99 l'Univideo è entrata a far parte del sistema Confindustria con l’intento di tutelare e promuovere gli interessi collettivi del settore sul piano nazionale ed internazionale.

La proposta, dunque, ci puzza un po’ di tutela del diritto d'autore, più che altro.
Detto questo, così, solo per far riflettere e per provare a chiederci, chi ci guadagna, non è da sottovalutare neppure l’aspetto delle proteste che la proposta si è attirata contro.

La proposta punta il dito contro l’anonimato sul web per combattere appunto reati come la pedofilia, la calunnia, la diffamazione e l'ingiuria.

A tutti gli effetti a noi sembre un ulteriore tentativo di imbavagliare la Rete.
Il testo del ddl 2195 verrà comunque esaminato e, se approvato, obbligherà a registrare e conservare ogni singolo atto compiuto in Rete da ogni singolo utente.

Il futuro della rete ci preoccupa, soprattutto se pensiamo in che mani è riposto.

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