Facebook, tra i più conosciuti e utilizzati social network, oltre 100 milioni di utenti registrati, è caduto nell'occhio del ciclone, il motivo? Sarebbe la prima causa di distrazione dei dipendenti delle aziende.
Sembrerebbe, secondo alcune non meglio precisate statistiche, che i dipendenti che lavorano al computer e quindi trascorrono gran parte della giornata su una scrivania, abbiano come unica "distrazione" quella di passare il tempo su Facebook, aggiornando il proprio profilo, giocando, parlando con amici e conoscenti, insomma Facebook toglierebbe alla produttività molto prezioso tempo.
Ed ecco che scendono in campo le aziende e dichiarano guerra al famoso social network senza mezzi termini, senza considerare che, secondo un recente studio sembrerebbe che invece l'attività di un social network possa portare a un aumento della concentrazione degli utenti e quindi a una maggiore produttività.
Alcune aziende hanno già adottato misure drastiche come il blocco di Facebook nella rete aziendale o l'installazione di filtri e divieti di connessione, prima fra tutte Poste Italiane seguita a breve distanza dagli uffici regionali come la Regione Lombardia ed altri enti pubblici.
Naturalmente non è la prima volta che si adottano misure del genere, in passato (ma anche oggi) in molte aziende non si possono utilizzare programmi di istant messaging oppure non si possono visitare un certo numero di siti Web (non sono quelli vietati ai minori).
Dati alla mano sembra che più del 60% delle aziende del Regno Unito abbiano già vietato l'accesso a molti social network, mentre negli Stati Uniti la percentuale sarebbe del 50%.
Ma davvero vietare l'accesso a Facebook o ad altri social network porta all'aumento della produttività? Eppure le cause di distrazione sono molteplici e di varia natura...
Ai posteri l'ardua sentenza!
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