Benvenuto, oggi è: giovedì 18 marzo 2010
Facebook e il mondo reale
|
Ormai non c’è più nulla che può stupire riguardo a ciò che accede nel mondo parallelo di Facebook.
Un mondo parallelo che, però, sempre più spesso ha effetti sul mondo reale.
Ecco la storia!
C’è una giovane lavoratrice inglese, tale Kimberley Swann, che, come la maggior parte delle persone, scrive sul suo profilo di Facebook, tra una fotocopia e l’altra, che trova decisamente noioso il suo lavoro (come darle torto!). La conseguenza di questo non è stavolta la censura di Facebook ma quella del suo datore di lavoro che, seduta stante la licenzia.
Il suo capo dichiara che l’esternazione della sua ex dipendente costituisce un più che valido motivo di licenziamento della lavoratrice poichè il commento pubblicato su Facebook avrebbe realmente gettato discredito sulla reputazione dell'azienda, “facendo venire meno il rapporto di fiducia con la lavoratrice”.
Pare dunque che scrivere quello che si pensa, anche sul proprio profilo di un social network, può recare grave danno ai propri interessi.
E forse di questo ne avevamo avuto già qualche sentore. In realtà i social network sono a tutti gli effetti dei media e quello che lì viene detto può essere usato contro di noi in ogni momento.
Quello che viene da chiedersi è se tutto questo interesse verso ciò che avviene nel web non andrebbe spostato su quelli che sono i reali pericoli che la rete e la diffusione di notizie e pensieri potrebbe causare (vedi la pedo-pornografia on line).
Come sempre più spesso accade si utilizzano i mezzi sociali del futuro, dove si va per rilassarsi o passare i 10 minuti di stacco dal lavoro e dalla rutine in cui ogni giorno siamo catapultati, per entrare in ogni singolo spazio della vita altrui e carpirne ogni umore e sfogo e utlilizzarlo, come nel caso della povera ragazza inglese, per secondi e sporchissimi fini.
|
|
|